Anna di Niccolò Ammaniti

Tutti gli scrittori sono prima di tutto grandi lettori e Ammaniti non fa eccezione.
Leggendo Anna, da poco edito da Einaudi, si capisce che l’autore ha letto Il Signore delle Mosche di William Golding e sopratutto La Strada di Cormac McCarthy.

In una Sicilia devastata da morte e distruzione, popolata solo da ragazzini, Anna cerca di salvare se stessa ed il fratello dal morbo che uccide tutti quelli che superano 14 anni.

Cerca di tenersi alla larga dalle bande di bambini inselvatichiti che intralciano il suo cammino e si dirige speranzosa verso una meta forse salvifica.

Anna

Durante questo viaggio sperimenterà anche l’amore ed il dolore per la sua perdita.

La sacralità della vita e la speranza in un futuro migliore vengono trattati,  tranne qualche sprazzo, con poca originalità e scarsa tensione emotiva.

La tecnica narrativa però è impeccabile come quasi tutti i libri di Ammaniti e gli va riconosciuto di essere riuscito a scrivere un testo comprensibile ai più.

Demetrio Canale

 
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La Signora Gocà di Marella Agnelli

Che delusione!
Sono rimasto col desiderio di saperne di più. Il libro sembra monco.
Nel raccontare la propria vita l’autrice illumina i genitori, i fratelli, gli amici ma non lei stessa.
Un pudore a raccontarsi che lascia immaginare più che vedere lo scorrere della vita della protagonista dalla nascita alla fine dell’adolescenza.
Ritrosia che però non le impedisce di mostrare orgogliosa la consuetudine, sua e dei suoi familiari, a far parte della classe dirigente del suo paese indipendentemente da chi è al potere.

Marellagnelli

Avrei trovato interessante, antropologicamente, leggere di più su quest’aspetto.
Troppe reticenze non giovano all’economia di un racconto.
Susanna Agnelli, giusto per restare in famiglia, da questo punto di vista era più generosa.
Se comprerete il libro avrete quanto meno il piacere di maneggiare un volume Adelphi.

Demetrio Canale

Ritratto d’editrice

Quando una sconosciuta accetta di sedersi sul sedile posteriore di una vecchia mini, quella Made in England per intenderci, o si tratta di una sconsiderata oppure è persona capace di atletica intellettuale, oltre che fisica.

Rosellina Archinto rientra nella seconda ipotesi. Incontratomi poche ore prima, non solo accetta d’infilarsi nell’auto ma reagisce con noncuranza al blocco della stessa, rimasta ferma nel traffico, su una strada in salita, nell’ora di punta.

Guardi che si è ingolfata, mi apostrofa paonazza in volto dopo essere riuscita ad emergere dall’incastro del sedile di dietro.

E per sedare il mio imbarazzo prosegue: succede anche a me con la cinquecento.

Inutile dire che l’auto si rimette in moto dopo poco ma lei, ormai diffidente delle prestazioni tecniche del mezzo, preferisce proseguire a piedi verso il bistrot dove faremo una colazione, che nelle intenzioni avrebbe dovuto essere leggera.

La raggiungo nel locale con lieve ritardo causa traffico, cambio d’auto e parcheggio. La conversazione langue, si parla di spiritualità. Convinto di aver distrutto per sempre ogni possibilità di dialogo, decido di abbassare le difese e di dire quello che penso.

Non credo esistano, affermo perentorio, ma in caso contrario vorrei andare in paradiso per il clima e all’inferno per la compagnia.

Qualcuno al nostro tavolo mostra sconcerto.

Lei si volta verso di me e si mette a ridere. Ma è tua? No, mi pare l’abbia detta un inglese.

Nel 1953 un francese disse che la caratteristica dell’epoca era il timore di passare per stupidi nel fare una lode e la certezza di passare per intelligenti nell’esprimere un biasimo.

Dopo più di sessant’anni nulla è cambiato eppure non ho timore di tessere le lodi di una donna fuori dall’ordinario.

Il francese di cui sopra è Jean Cocteau. La citazione è contenuta ne Il Cammino di un Poeta. Il libro è stato recentemente ripubblicato in Italia dalla Archinto Editore.

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When a stranger agree to sit in the back seat of an old mini, the Made in England model, or it is a reckless person, or is capable of athletics intellectual as well as physical.

Rosellina Archinto falls into the latter. As I have met her a few hours before, not only she agrees to squeeze in the car but reacts casually to the block of it, frozen in traffic, on an uphill road, during rush hour.

Look, the car is flooded, she apostrophizes me flushed in the face after being able to emerge from the rear seat.

And to quell my embarrassment continues, it happens to me with Fiat 500.

Needless to say, the car gets back into gear after a while but she, now wary of the technical performance of my mini, prefers to walk over to the bistrot where we will have a lunch, that the intention was to be slight.

I reach into the room with a slight delay due to traffic, change drive and parking. The conversation languishes, we talk about spirituality.
Convinced of having forever destroyed any possibility of dialogue, I decide to lower the defenses and say what I think.

I do not think there are, say peremptory, but if not I would go to heaven for the climate, and hell for the company.

Someone at our table shows bewilderment.

She turns to me and laughs. But is it yours? No, I think an english said that.

In 1953 a French said that the characteristic of the period was the fear to pass for stupid in doing a praise and the certainty of expressing a smart move for censure .

After more than sixty years, nothing has changed and yet I have no fear of singing the praises of a woman out of the ordinary.

The french above is Jean Cocteau. The quote is contained in The Way of a Poet. The book was recently republished by Archinto Editore.

Demetrio Canale

I dirimpettai di Fabio Viola

Scritto come fosse il canovaccio di una sit-com è la versione omo, leggermente osé, di Casa Vianello.
Al posto della garbata ironia di Raimondo c’è il burbero e dispotico dirimpettaio anziano.
Al posto dell’inquietudine piccolo borghese di Sandra c’è l’inquietudine piccolo borghese del dirimpettaio giovane che vorrebbe dare una festa di Natale travestito da drag queen oppure vorrebbe veder riconosciuto il suo talento di autore TV.
Il simpatico ménage è tutto “girato” tra le pareti ed i terrazzi di un attico alla Balduina, zona Belsito.
Siamo a Roma e le vicissitudini della coppia sono raccontate da un misterioso osservatore che, dal fabbricato di fronte, registra le alterne vicende dei protagonisti, del personale di servizio, di parenti e amici.
Tutto tarato sul registro del cinismo, lascia l’amaro in bocca anche se alla fine il più sfigato risulterà essere il migliore.
Il regista, pardon, lo scrittore ha talento.

I Dirimpettai

Written like the plot of a sitcom it is the homo version, slightly risqué , of “Casa Vianello” an Italian sit-com.

Instead of Raymond’s gentle irony there is the neighbor across old’s gruff and domineering.

Instead of Sandra’s small bourgeois disquiet there is the young neighbor’s across small bourgeois disquiet that would give a Christmas party dressed as a drag queen or would like to see recognized his talent like TV author.  

The friendly ménage is all ” shot ” between the walls and the terraces of a penthouse in Balduina, Belsito area.  

We are in Rome  and the vicissitudes of the couple are told by a mysterious observer that, from the building in front , records the events of the protagonists , the service staff , relatives and friends .

All calibrated on the register of cynicism , leaves a bad taste in your mouth even if in the end the most unlucky turn out to be the best.  

The director, excuse me, the writer has talent .  

Demetrio canale

Mille esempi di cani smarriti di Daniela Ranieri

Come si fa a raccontare il disastro di un’epoca, la nostra, senza cadere nella pedanteria?
Come si fa a tratteggiare una classe dirigente che, non avendo più alcun credo a cui votarsi, sviluppa un’ossessione per la ricercatezza del cibo che mangia?
Daniela Ranieri, bravissima nei dialoghi ma prolissa nella narrazione, lo fa usando la chiave dell’ironia.

Riesce a far ridere delle nevrosi dei personaggi. I viaggi non vengono intrapresi per amore di scoperta ma per raccontarli agli amici. I pezzi d’antiquariato o le opere d’arte contemporanea adornano le case per pura esibizione di status, non per reale interesse. La cura nella scelta delle vivande non è fatta per amore verso il cibo ma solo per dimostrare a se stessi di essere “aristos”, migliori.
Attraverso un’interminabile serie di debolezze umane l’autrice riesce a far riflettere sul dolore del vivere, pur senza gettarci nello sconforto più completo.

Non so se diventerà un classico del nostro tempo, sicuramente non ne consiglierei la lettura sotto l’ombrellone.

Non perché l’estate è quasi finita ma perché trattasi di testo complesso, raffinatissimo, ironico e spacca cuore.
Un’ultima notazione, il titolo è un omaggio a Madame Bovary.
Troppo per un sano relax balneare.

Cani Smarriti

How do you tell the disaster of an era, ours, without falling into pedantry?  

How do you outline a ruling class that, not having any belief, becomes obsessed with the sophistication of the food they eat?  

Daniela Ranieri, talented with dialogues but lengthy in the narrative, it does using irony.

She manages to laugh at the characters’ neuroses. The trips are not undertaken for the sake of discovery, but to describe them to friends. The antiques or contemporary art pieces adorn the homes for pure display of status, not for real interest. The care in the choice of food is not done out of love for the food but just to prove themselves to be “aristos” best.
Through an endless series of human weaknesses, the author manages to make us reflect on the pain of living, while not throw into turmoil the most complete.
I do not know if it will become a classic of our time, definitely I do not recommend reading it under the umbrella.

Not because summer is almost over, but because it is a complex text, refined, ironic and breaks the heart.
One last note, the title is a tribute to Madame Bovary.
Too much for reading it under the sun.

Demetrio Canale

Il Sacrificio di Eva Izsàk di Januaria Piromallo

“Non c’è nessun altra specie che uccide la sua stessa specie. Solo l’uomo e la colomba: non è un caso che una specie omicida abbia scelto un’altra specie omicida come simbolo di pace”.
Questa è una delle considerazioni finali di un libro amaro in cui Januaria Piromallo racconta la morte dimenticata di una donna coraggiosa, uccisa dal fuoco amico.

Prendete un uomo d’intelligenza perversa che usa i suoi puntelli ideologici come un giocoliere.
Aggiungete la sua compagna, mediocre e gelosa.
Condite con un gruppo di accoliti, totalmente asserviti al leader.
Avrete gli ingredienti di questa tragedia greca sotto abiti moderni, dove l’istinto omicida del capo viene soddisfatto e giustificato dall’ideologia politica.

Sembrano lontani i tempi di Bella e d’Annata quando l’autrice dispensava consigli di bellezza alle amiche in lotta contro il tempo.

Parafrasando Marx si potrebbe dire che il fanatismo è l’oppio dei popoli.

Januaria

 

 

 

 

“There is no other species that kills its own species. Only the man and the dove: it is no coincidence that a murderous species has chosen another murderous species as a symbol of peace.”
This is one of the final points of a book in which Ianuaria Piromallo tells the forgotten death of a brave woman, killed by friendly fire.
Take an intelligent perverted man who uses his ideological props like a juggler.
Add his partner, mediocre and jealous .
Season with a group of acolytes, totally subservient to the leader.
You will have the ingredients of this Greek tragedy in modern dress, where the killer instinct of the head is satisfied and justified by political ideology.
Seem distant times when the author dispensed beauty tips to her friends in the fight against time in her previous book Bella e D’annata.
Paraphrasing Marx, one could say that fanaticism is the opium of the people .

Demetrio Canale

La Ferocia di Nicola Lagioia

Ascesa e declino di una famiglia borghese sotto l’accecante sole barese.
Si potrebbe riassumere così la trama del romanzo premio Strega 2015.
Un nucleo familiare assetato di danaro e potere diventa devastante per i suoi membri più deboli.

La trama è costruita bene e la promessa del titolo viene mantenuta, la storia è feroce e magnifica.
Nicola Lagioia riesce a dare il meglio di sé quando racconta la Bari della sua giovinezza.

Peccato solo che lo stile spesso diventi verboso ed a volte stucchevole.
Ed io come Giuseppe Greco, uno dei personaggi minori nel libro, scrivo dal profondo sud sperando di essere letto.

La ferocia

 

 

 

 

 

The rise and fall of a bourgeois family in the blinding sun of Bari.  

It could be summarized like that the plot of the novel Strega Prize in 2015.  

A family hungry for money and power becomes devastating for its weakest members.

The plot is well built and the promise of the title is retained, the story is fierce and magnificent.  

Nicola Lagioia can give the best of himself when he tells the Bari of his youth.

Just a shame that style often become verbose and sometimes cloying.  

As Giuseppe Greco, one of the minor characters in the book , I write from the deep south, hoping to be read.

Demetrio Canale

Il giorno più felice della mia vita di Sebastiano Mauri

Visto, comprato e letto tutto nello stesso giorno.
Ero ansioso di tuffarmi di nuovo nelle avventure di Martino Sepe, il protagonista del precedente romanzo di Sebastiano Mauri, Goditi il Problema.
Invece mi sono trovato di fronte un saggio sulla condizione dei gay in Italia, oggi.
“Per qualcuno che ha speso gran parte della propria vita a condannare se stesso, la condanna degli altri ha un effetto immediato.
Ti riporta subito indietro ad uno stato che speravi facesse parte del passato, anche quando ti sei assolto”.
Tutte le tesi del libro sono condivisibili, ma questo è il passaggio che più mi ha colpito.
Mi ha riportato indietro e mi ha fatto capire che tutti siamo omofobi e tutti siamo vittime di omofobia.
La narrazione ha perso la verve del libro precedente ma la vis dialettica è rimasta intatta.
Un buon libro da regalare a tutti gli amici omofobi che incontriamo sul nostro cammino.
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The best day of my life written by Sebastiano Mauri

Seen, bought and read in the same day.
I was eager to dive back into the adventures of Martino Sepe, the protagonist of Sebastiano Mauri’s previous novel, Enjoy the Problem.
Instead I found myself in front of an essay on the plight of gays in Italy today.
“For someone who has spent much of his life to condemn himself, the condemnation of others has an immediate effect.
It brings you straight back to a state you were hoping to be part of the past, even when you acquitted. ”
All the thesis of the book can be shared, but this is the passage that struck me most.
It brought me back and it made me realize that we are all homophobic, and we are all victims of homophobia.
The narration has lost the verve of the previous book, but the dialectic vis remained intact.
A good book to give to all the friends who meet on our way homophobic.
Demetrio Canale

Mai ci eravamo annoiati di Renata Adler

Se amate scrittori che mettono a dura prova la pazienza dei lettori questo libro fa per voi.
Se il vostro masochismo vi fa prediligere scrittori che maltrattano i loro lettori questo libro per voi sarà godimento puro.
Se invece cercate un libro onesto, magari non un capolavoro, che mantiene ciò che promette tenetevi alla larga da “Mai ci eravamo annoiati” di Renata Adler.

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Leggendolo non rischiereste la noia, solo fastidio verso un groviglio informe di periodi scollegati in cui s’intravede New York, gli anni ’60 del secolo scorso e le esperienze della giovane donna che è l’io narrante. Manca la storia.
Quando fu pubblicato la prima volta negli USA alla fine degli anni ’70 fu considerato avanguardia letteraria.
In un certo senso lo è ancora.
Demetrio Canale

La Mammana di Antonella Ossorio

La Mammana di Antonella Ossorio

Può una storia ambientata nel regno di Napoli nella prima metà dell’800 risultare attuale oggi?

La risposta sarà affermativa se leggerete La Mammana.

Antonella Ossorio con una scrittura agevole narra una storia di diversità, antica e attualissima.

Nella protagonista l’affermazione del proprio io più nascosto si mescola con la storia di una maternità nata per caso ma non per questo meno intensa.

Il tutto ambientato in una Napoli sfolgorante dove miserie e magnificenze coabitano, indifferenti le une alle altre.

La lettura del libro confermerà, qualora ce ne fosse ancora bisogno, che le pulsioni ed i sentimenti, le gioie ed i dolori che albergano nell’animo umano sono uguali in tutti i tempi.

Demetrio Canale

FotoLaMammana

The midwife by Antonella Ossorio

Can a story set in the kingdom of Naples in the first half of the 1800 be relevant today?

The answer will be yes if you read The Midwife.

Antonella Ossorio with a smooth writing tells a story of diversity, ancient and very current.

The protagonist mixes the affirmation of the self more hidden with the story of a maternity born by chance but no less intense.

All set in a blazing Naples where misery and magnificence cohabit, indifferent to each other.

Reading the book will confirm, if it were needed, that the instincts and feelings, joys and pains that dwell in the human soul are the same at all times.

Demetrio Canale